C’è una Calabria che non ha bisogno di grandi palcoscenici per riscoprire la propria identità, ma che trova nella sacralità del bosco e del silenzio la sua dimensione più autentica. Lo ha dimostrato la suggestiva e partecipata “Passeggiata letteraria notturna” svoltasi lungo il Sentiero degli Espulsi nella frazione Gesuiti di San Vincenzo la Costa; un evento che ha trasformato il paesaggio montano in uno spazio di condivisione sancendo il successo di una formula sperimentale che ha unito l’escursionismo naturalistico all’approfondimento culturale sotto le stelle.


L’iniziativa, nata dalla sinergia tra diverse istituzioni quali la Pro Loco e l’amministrazione comunale di San Vincenzo la Costa, l’Associazione “Erranze letterarie” e “Cosenza città che legge”, ha richiamato residenti e visitatori da tutta l’area urbana, attratti da un format che fa della lentezza e dell’ascolto i propri punti di forza. La serata ha preso il via con un aperitivo quale momento di accoglienza conviviale nei pressi del rudere storico del Cortiglio, per poi snodarsi, guidati dal cielo estivo stellato, lungo il tracciato montano del Sentiero degli Espulsi immerso nei castagneti secolari.


Il presidente della Pro Loco di San Vincenzo la Costa, Giovanni Terzo Pirri, ha espresso grande soddisfazione per la prima “Passeggiata letteraria” completamente in notturna, annunciando la volontà di organizzarne molte altre in futuro. A testimoniare la rilevanza del progetto per l’intero comprensorio, la partecipazione del sindaco di San Vincenzo la Costa, Gregorio Iannotta, che intervenendo durante la sosta sul percorso, ha espresso profondo entusiasmo per un evento di forte valorizzazione del territorio fortemente voluto in sinergia con la Pro Loco e con Angela Gioffrè, responsabile della Biblioteca Pubblica Pro Loco e OLP del Servizio Civile Universale. Al suo fianco la consigliera con delega alla cultura, Emily Cavaliere, ha condiviso la centralità di queste politiche di rigenerazione territoriale.

Il ponte culturale tra il borgo montano e il capoluogo è stato rappresentato da Antonietta Cozza, consigliera del Comune di Cosenza con delega alla cultura, che ha guidato la passeggiata ricordando il “Patto per la lettura” che unisce la città di Cosenza con San Vincenzo la Costa, un legame culturale ideale ma allo stesso tempo tangibile simboleggiato dalla casetta in legno della Free Library installata lungo il percorso.

Il fulcro emotivo della manifestazione si è consumato proprio nei pressi della piccola biblioteca all’aperto arricchita dai caratteristici elementi decorativi a forma di piedi che richiamano lo slogan dell’Associazione “Erranze Letterarie”: “Abitare poeticamente il mondo”. In questo suggestivo scenario, alla presenza dell’autrice Paola Curia, la presidente dell’Associazione, Veronica Ferriolo Lento, ha offerto una lettura intensa e vibrante di alcuni passaggi cardine del romanzo “Il dono” (edito da Scatole Parlanti), prima che una copia firmata del libro venisse ufficialmente donata e custodita all’interno della casetta della Free Library.

La conclusione dell’itinerario ha visto il pubblico raccogliersi per un momento di condivisione nelle note della chitarra di Eugenio Mirandola, artista locale, che ha guidato i presenti in un emozionante e intimo canto corale sulle note di Lucio Battisti, ridefinendo sotto le stelle il concetto stesso di legame comunitario.

La rilevanza dell’operazione culturale orchestrata a Gesuiti risiede nella scelta stessa dei luoghi, carichi di una memoria storica che la Pro Loco sta pazientemente riportando alla luce. Il Sentiero degli Espulsi, percorso naturalistico e storico, dopo appena un anno dall’inaugurazione, si è rivelato non soltanto una semplice via escursionistica tra boschi e calanchi, ma rievoca una ferita profonda nella memoria locale: il cammino degli “espulsi” che rappresenta un atto di riconciliazione storica con il passato, trasformando un luogo di solitudine in un luogo d’incontro.

L’eco dell’evento conferma che il futuro dei piccoli borghi calabresi non risiede nell’isolamento, ma nella capacità di farsi custodi di storie universali e San Vincenzo la Costa con la sua notte di musica e parole, ha indicato una strada tracciata: la sinergia tra letteratura, musica e tutela del paesaggio può trasformare i borghi storici in presidi attivi di bellezza e condivisione, nella forma in cui la cultura non è consumo effimero ma radicale e consapevole appartenenza.

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