Ci sono incontri che sembrano andare oltre la semplice casualità, come se fossero destinati a riannodare fili rimasti sospesi nel tempo. È quanto accaduto nei giorni scorsi lungo Corso Mazzini, a Catanzaro, dove l’incontro con Aldo Mazza, percussionista e batterista calabrese di fama internazionale, ha rinnovato un’amicizia nata molti anni fa a Montréal e aperto nuove prospettive di collaborazione.
Da un confronto piacevole e intenso sono emersi entusiasmo, idee e la concreta volontà di promuovere, già nei prossimi mesi, iniziative comuni e nuovi scambi culturali tra la Calabria e il Canada. L’obiettivo è mettere in rete esperienze, competenze, talenti e patrimoni artistici appartenenti a due comunità geograficamente lontane, ma profondamente unite da una storia condivisa di emigrazione, identità, sacrificio e affermazione professionale.
La vicenda umana e artistica di Aldo Mazza rappresenta pienamente questo legame. Nato a San Roberto, nell’area grecanica della provincia di Reggio Calabria, e cresciuto a Montréal, ha raggiunto i più prestigiosi palcoscenici internazionali senza mai dimenticare le proprie origini.
Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con alcuni dei più grandi protagonisti della musica mondiale, tra cui Céline Dion, James Brown, Jon Bon Jovi e Michael Bolton. In ogni esibizione ha portato non soltanto il proprio talento, ma anche quella passione, quell’energia e quella forza espressiva che appartengono profondamente alla sua terra d’origine.
Il percorso formativo di Mazza è ricco, articolato e lontano da schemi convenzionali. Cominciato in Canada con lo studio della batteria e delle percussioni, si è progressivamente arricchito attraverso l’incontro con maestri ed esponenti di differenti tradizioni musicali: dalla musica classica occidentale al jazz, fino ai ritmi afrocubani e alle sonorità latine.
Determinanti sono state le esperienze maturate nell’ambiente musicale nordamericano e, in particolare, in quello newyorkese. Più che aderire a una sola scuola, Mazza ha costruito il proprio linguaggio attraverso una sintesi originale di conoscenze, apprendendo nei club, negli studi di registrazione, durante i concerti e nelle tournée internazionali.
In questo percorso, il jazz è diventato per lui non soltanto un genere musicale, ma un vero e proprio metodo: libertà accompagnata dalla disciplina, una grammatica aperta capace di accogliere e integrare mondi differenti, dalla tradizione classica ai ritmi africani, fino alle influenze caraibiche e sudamericane.
La sua attività artistica colpisce per ampiezza e varietà. Mazza ha preso parte a oltre 2.500 concerti e apparizioni televisive, esibendosi davanti a grandi platee internazionali e in contesti istituzionali di particolare prestigio, anche alla presenza di importanti leader politici. Il suo nome compare inoltre in più di cento registrazioni, tra album e colonne sonore.
Nonostante una carriera vissuta prevalentemente oltre oceano, il rapporto con la Calabria non si è mai indebolito. Al contrario, si è rafforzato con il passare degli anni. Da qualche tempo, durante il periodo estivo, Aldo Mazza torna con piacere a Cropani Marina, scelta come luogo di riposo, incontro e rinnovata ispirazione.
Un ritorno che non rappresenta una semplice parentesi privata. Inarrestabile e animato da una continua progettualità, Mazza desidera mettere a disposizione della sua terra energie, relazioni e competenze, nella convinzione che la musica sia molto più di un’espressione artistica: è uno strumento capace di superare le distanze, favorire il dialogo e costruire ponti tra culture, territori e generazioni.
L’incontro di Catanzaro assume così un significato che supera la cordialità personale. Diventa il simbolo di una Calabria che non è soltanto la terra dalla quale si parte, ma anche quella alla quale si sente il bisogno di tornare.
Una regione capace di dialogare con il mondo attraverso i propri figli, trasformando le esperienze individuali in opportunità collettive e facendo della cultura, della creatività e delle relazioni internazionali autentici motori di crescita.
È questa la visione che anima Calabria Mundi, progetto che non a caso porta come sottotitolo “Le radici del futuro”. Il futuro della Calabria può nascere dalla consapevolezza della sua storia, dalla valorizzazione delle sue eccellenze e dalla capacità di coinvolgere la straordinaria rete di donne e uomini che, pur vivendo in ogni parte del pianeta, continuano a custodire un legame profondo con la propria terra.
Calabria Mundi è un progetto culturale ed editoriale, divenuto nel tempo anche un cartellone di eventi, incontri, riscoperte e celebrazioni dedicati alla migliore calabresità nel mondo. Uno spazio nel quale le storie si trasformano in relazioni, le relazioni generano opportunità e le opportunità diventano nuovi ponti tra la regione e il resto del mondo.
Le radici, del resto, non trattengono: nutrono. E quando sono profonde consentono di guardare più lontano.
È questo il senso dell’impegno di Calabria Mundi: raccontare coloro che rendono orgogliosa la Calabria, favorire incontri come quello con Aldo Mazza, creare connessioni internazionali e dimostrare che la cultura può essere uno dei più potenti strumenti di sviluppo, dialogo e rinascita.
Le radici del futuro sono già tra noi. Occorre saperle riconoscere, valorizzare e mettere in rete.