Le ultime elezioni regionali con la schiacciante vittoria di Roberto Occhiuto ha evidenziato come i Calabresi ripudiano il Centrosinistra, non dandole fiducia dai temi di Mario Oliverio. Nonostante, “professoroni” e alcuni giornali si esibiscano in campagna elettorale a favore del candidato del Centrosinistra, puntualmente nelle urne gli elettori votino all’opposto. Questa volta non centra nulla il malaffare, quanto chi esprime una certa opinione. Non vince il Centrodestra, che ha anche dei buoni candidati, ma sono gli altri che perdono. Il piccolo imprenditore calabrese non ha ancora dimenticato che le sue tasse sono servite a pagare chi di lavoro non ne voleva sapere e che le proprie attività sono andate fallite durante il Governo Conte. Già limitandosi a questo si rimarrebbe nell’ambito politico, ma c’è di più. Mancando l’ideologia politica, la Sinistra in Italia è morta con Enrico Berlinguer e in Calabria gli eredi di Peppino Lavorata non ci sono stati, allora si diventa tifosi di un partito. Quasi come una squadra di calcio. Non si tifa il Catanzaro perché ha un programma sportivo per andare in serie A, ma una squadra più simpatica che vuole rimanere in serie D. Ed è proprio così, il programma elettorale non incide per niente sull’elettorato, poiché i calabresi ormai ne hanno sentite di tutti i colori, serve stare simpatici alla gente, parlare con loro. Non si possono imporre candidati, come nel caso di Pasquale Tridico, che la Calabria non la vive quotidianamente. Non si può imbastire una campagna elettorale alla Cetto La Qualunque, forse Albanese avrebbe ottenuto di più grazie alla sua comicità. Non si può continuare a strumentalizzare utilizzando sindacati che tutto fanno tranne gli interesse dei lavoratori. Questo giusto per rimanere in termini del candidato a presidente, se poi andiamo ad analizzare i singoli candidati ci sarebbe altro da dire e scrivere. Una buona scelta il Centrosinistra l’aveva fatta con Pippo Callipo, almeno una persona fuori dagli schemi, che investe e vive il territorio. Il contorno però? Quello spesso lascia a desiderare, riproponendo quasi sempre le stesse facce senza avere il controllo del territorio. Ciò lo testimonia la provincia di Vibo Valentia, feudo di Giuseppe Mangialavori, giusto per citare la maggioranza, che riesce ad eleggere solamente Vito Pitaro per di più nella lista Noi Moderati, no Fratelli d’Italia o Forza Italia. Tutto ciò sta a significare quanto la politica, se cosi la possiamo chiamare, nel Vibonese abbia fallito perché lontana dai problemi della gente. Le giustificazioni di una sconfitta, poiché c’erano tanti candidati del territorio, non è la strada giusta da percorrere. C’e anche da dire che da qualche anno assistiamo all’aumento dell’astensionismo, forse gli elettori del Centrosinistra nei giorni del voto sono sempre occupati su Facebook a insultare gli avversari tanto da non ricordare di recarsi alle urne . L’intelligenza del Centrodestra, piacente o no, è quella di candidare gente attiva sul territorio, vedi Orlandino Greco nella circoscrizione Nord, non imposta dai partiti che utilizzano il voto in Calabria per spartirsi le candidature o magari per assicurarsi un posto al sole in elezioni future. Non è un caso che i candidati che riescono a farsi eleggere all’opposizione, festeggino come una vittoria anche se le hanno prese sonoramente, tanto lo stipendio del Consigliere Regionale in Calabria è molto allettante e ti risolve tanti problemi. Dunque, si perde o si vince è uguale, ma i problemi della gente rimangono.  

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