Il 31 ottobre 1941 rappresenta una data fondamentale nella storia del Monte Rushmore. Quel giorno, dopo quattordici anni dall’inizio dei lavori, si concluse ufficialmente la realizzazione del monumento scolpito nelle Black Hills, nel South Dakota. Il National Park Service, l’ente che gestisce il memoriale, indica questa data come il momento in cui il progetto venne dichiarato completato.
Per comprendere il significato di quella giornata, bisogna ricordare che il percorso era cominciato il 4 ottobre 1927, quando iniziarono le operazioni di scolpitura della montagna. Nel corso degli anni, centinaia di lavoratori avevano utilizzato perforatrici, martelli pneumatici ed esplosivi per trasformare la parete di granito nei volti di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.
Il traguardo del 1941 arrivò in un periodo difficile. Il 6 marzo dello stesso anno era morto Gutzon Borglum, lo scultore che aveva ideato e diretto il progetto. Dopo la sua scomparsa, la responsabilità di portare avanti i lavori passò al figlio Lincoln Borglum, che dovette affrontare la necessità di concludere l’opera con le risorse ancora disponibili.
Il 31 ottobre segnò quindi la fine di un’impresa artistica e tecnica eccezionale, ma anche la rinuncia ad alcune ambizioni originarie. Borglum aveva immaginato un monumento più ampio, con le figure presidenziali sviluppate oltre la testa e le spalle. I limiti economici e le circostanze storiche impedirono di realizzare interamente quel progetto. Il memoriale venne considerato concluso nella forma che conosciamo oggi, con i quattro volti monumentali emergenti dalla roccia.
Luigi Del Bianco e il contributo italiano
In questa storia merita un posto particolare Luigi Del Bianco, lo scultore di famiglia friulana che aveva lavorato al Monte Rushmore dal 1933 e che nel 1935 era stato nominato chief carver, ossia capo scultore, da Borglum.
Il suo contributo riguardava soprattutto la rifinitura delle espressioni dei volti, un lavoro delicatissimo che richiedeva una grande padronanza tecnica e una profonda sensibilità artistica. Gli occhi, le labbra e i lineamenti dovevano risultare credibili nonostante le dimensioni colossali delle figure e la durezza del granito.

Il 31 ottobre 1941 rappresentò anche la conclusione del percorso professionale di tutti coloro che avevano partecipato alla scolpitura del monumento. Per Del Bianco, quella data chiudeva un capitolo straordinario della sua vita: quello di un emigrante italiano che, partito giovanissimo, aveva messo la propria abilità artigianale al servizio di una delle opere più celebri degli Stati Uniti.
La sua storia assume un significato particolare per il Friuli e per Meduno, il paese legato alle origini della sua famiglia. Ricorda il contributo degli emigranti italiani alla costruzione di opere importanti fuori dai confini nazionali e dimostra come un sapere artigianale, maturato attraverso lo studio e il lavoro, possa lasciare un’impronta duratura nella storia.
Il Monte Rushmore fu dichiarato completato il 31 ottobre 1941, ma la memoria del lavoro svolto non si esaurì quel giorno. Molti decenni dopo, nel 2017, il National Park Service dedicò una targa commemorativa a Luigi Del Bianco, riconoscendone pubblicamente il ruolo di capo scultore.
Il 31 ottobre 1941 non fu soltanto la data conclusiva di un cantiere durato quattordici anni: fu il momento in cui il lavoro di centinaia di persone diventò un’eredità permanente. Tra quelle persone, il nome di Luigi Del Bianco ricorda il legame tra la tradizione artigianale friulana e uno dei simboli più riconoscibili della storia americana.