Ho appreso con piacere questa notizia da Il Vibonese.it. Sono notizie che rallegrano, perché rappresentano una concreta testimonianza dell’interesse verso il nostro patrimonio archeologico calabrese e, soprattutto, della volontà di recuperarlo e restituirlo alla comunità.

La “Carcara da Serra”, rappresenta una preziosa testimonianza di archeologia industriale e della storia del lavoro nelle nostre comunità. Realizzata dai cavatori di pietra del luogo, i cosiddetti “picuniari”, era una fornace utilizzata per la produzione della calce viva.

Oggi questo importante manufatto può essere visitato anche con l’accompagnamento di una guida, grazie all’impegno e alla buona volontà di chi ha scelto di prendersene cura.

Un particolare plauso va a due drapiesi, Mimmo Pungitore e Carmelo Belvedere, che, nel 2024, animati dall’amore per Drapia e per la sua storia, armati da vari attrezzi, sono riusciti a restituire alla Carcara il suo antico aspetto.

La Carcara da Serra, situata sulla Piana di Santa Lucia, sul lato della fiumara della Grazia, non è soltanto una vecchia fornace: è un frammento della nostra storia, della nostra cultura del lavoro e dell’identità delle nostre comunità.

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