Secondo la leggenda, il nome del borgo di Cleto (CS) deriva dal nome Cleta, la nutrice della regina delle Amazzoni, Pentesilea. Pentesilea fu uccisa dall’eroe greco Achille con una lancia, durante una battaglia. L’amazzone Cleta, appresa la notizia della sua tragica morte, si mise in mare per raggiungerla e per darle degna sepoltura. Durante la navigazione fu spinta da una tempesta sulla costa tirrenica della Calabria. Il motivo per cui non proseguì più il suo viaggio alla ricerca di Pentesilea è ignoto. Nel punto di approdo, Cleta fondò una città che prese il suo nome e lei stessa ne divenne regina. Stabilì che tutte le future regine avrebbero dovuto prendere il suo stesso nome. Anche il figlio di Cleta, Caulon, fondò a sua volta una città che prese il suo nome, Kaulonia, nei pressi dell’attuale Monasterace Marina (RC).
Dal punto di vista storico ed archeologico, alcuni ritrovamenti archeologici sul territorio e nei dintorni di Cleto (CS), come tombe a grotticella, oggetti in bronzo, vasellame a vernice nera ed altro, fanno ipotizzare che questo borgo abbia origini precedenti al periodo dell’occupazione greca. Sicuramente esistono testimonianze documentali, risalenti all’anno mille, che attestano il dominio dei Normanni su Cleto. In questo periodo Cleto si chiamò Pietramala. Questo nome ricalca probabilmente quello della famiglia feudataria del tempo, oppure gli è stato attribuito per la posizione in cui è situato il borgo, cioè su un promontorio roccioso. Pietramala ha il significato di pietra dura, difficilmente accessibile per la sua forma piramidale. Si narra pure che il nome sia stato dato da un vescovo, il quale, camminando per il paese, si ruppe una gamba e definì il luogo pietra-mala. Questo nome rimase fino al 1863 quando il borgo riprese il nome di Cleto. Numerosi furono i feudatari che occuparono Cleto nel corso dei secoli, sotto le diverse dominazioni. Nel 1934 Cleto divenne Comune.















