Pronti seppure per ultimi ad iniziare, in Calabria, l’anno scolasti 2025/2026 che inizierà martedi 16 settembre con le lezioni che termineranno l’8 giugno 2026, per dare spazio ai nuovi esami di maturità voluti dal Ministro Valditara. Per la scuola dell’infanzia e secondarie di primo grado l’anno scolastico finirà il 30 giugno.

Intanto è stato approvato il Piano per il Diritto allo Studio per il 2025/2026 da parte della Regione, con uno stanziamento di 4,5 milioni di euro destinati agli enti locali per servizi essenziali come trasporto, mensa, assistenza agli studenti con disabilità e così via, una buona risposta per partire bene. Vecchi problemi restano: carenza di personale infatti non tutte le scuole calabresi partiranno a regime e molte da subito partiranno con supplenti per coprire posti liberi e ore residue; al contrario in arrivo, anzi già arrivati una valanga di docenti su sostegno. Le zone remote saranno quelle che maggiormente soffriranno l’avvio dell’anno scolastico. In alcuni casi molte scuole sono un cantiere aperto e nonostante le scadenze di consegna mancate continuano i numerosi plessi che creano non pochi disagi, alcune regioni, tra cui la Calabria, presentano tassi di abbandono scolastico piuttosto alti, e risultati negli standard nazionali/internazionali sotto la media.

Cosa cambia, però da subito: una maggiore attenzione verso gli alunni con disabilità e, quindi, l’inserimento di personale qualificato, mediazione, interpreti LIS ( i soldi pare che ci siano!). Il piano regionale prevede coprogrammazione con Comuni, scuole, e altri attori istituzionali per rispondere meglio alle esigenze territoriali. Regole nazionali più strette su alcune materie, come più volte ribadito è vietato l’uso dei telefoni durante l’orario scolastico già in vigore per elementari e medie, da questo anno il divieto si estende anche alle scuole superiori. Il voto di condotta avrà un forte impatto sulla valutazione complessiva. Con un 5 in condotta nelle superiori si rischia la bocciatura, mentre con 6 occorrerà spesso superare una prova su “valori di cittadinanza” per passare all’anno successivo. Ci saranno sospensioni più “formative”: se la sospensione è breve (fino a 2 giorni) lo studente potrà essere coinvolto in attività di approfondimento sui temi che hanno causato il provvedimento. Se la sospensione è più lunga, possono esserci attività di cittadinanza solidale presso enti esterni.
Sono previste modifiche all’esame di maturità: nel colloquio orale, per esempio, ci sarà un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale. Introduzione, in alcuni casi, già da quest’anno del modello “4+2” per alcuni istituti tecnici e professionali, con reindirizzamenti verso ITS (Istituti Tecnici Superiori), che allungheranno il percorso formativo. Misure contro i diplomifici, digitalizzazione, trasparenza: si punta a evitare i “diplomifici” (scuole che rilasciano diplomi con standard deboli). Promozione della digitalizzazione: registro elettronico, pagella elettronica, protocollo informatico obbligatorio in diverse scuole. E intanto ancora le famiglie sono impegnate a cercare libri di seconda mano o prendere qualche volume dato dalla scuola in comodato d’uso o comunque comprarle nuove mentre ancora continua l’ottovolante delle nomine del personale Ata e docente.
