È morto a 83 anni Sandro Mazzola, uno dei protagonisti più importanti del calcio italiano del dopoguerra. Il suo nome resta legato soprattutto alla Grande Inter degli anni Sessanta, alla Nazionale italiana e inevitabilmente alla figura del padre Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949.

Sandro aveva sei anni quando perse il padre. Cresciuto con un cognome già entrato nella storia del calcio, riuscì negli anni a costruire un percorso autonomo: Valentino fu il simbolo del Grande Torino, Sandro diventò uno degli uomini più rappresentativi dell’Inter.

Con la maglia nerazzurra disputò l’intera carriera ad alto livello. Nell’Inter allenata da Helenio Herrerae presieduta da Angelo Moratti fu uno dei protagonisti di una squadra capace di imporsi in Italia e a livello internazionale. Vinse quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.

Tra le partite che ne segnarono la carriera c’è la finale di Coppa dei Campioni del 1964 a Viennacontro il Real Madrid. Mazzola realizzò due reti nel successo per 3-1 che consegnò all’Inter la prima Coppa dei Campioni della sua storia. Al termine della partita Ferenc Puskás gli regalò la propria maglia, ricordando anche la figura di suo padre Valentino.

Importante fu anche il suo percorso con la Nazionale italiana. Mazzola collezionò 70 presenze e 22 reti in azzurro e fece parte della squadra che conquistò il Campionato Europeo del 1968.

Due anni dopo partecipò al Mondiale di Messico 1970, concluso dall’Italia al secondo posto dopo la finale persa contro il Brasile di Pelé. Quel torneo è ricordato anche per la cosiddetta “staffetta” tra Mazzola e Gianni Rivera e per la semifinale vinta 4-3 contro la Germania Ovest.

Anche la Nazionale rappresenta un punto di contatto con la storia del padre: Valentino Mazzola aveva infatti vestito la maglia azzurra ed era stato capitano dell’Italia.

La scomparsa di Sandro Mazzola chiude così un capitolo importante della storia del calcio italiano. Il Grande Torino di Valentino, la Grande Inter di Sandro e la Nazionale rappresentano i tre passaggi principali di una vicenda familiare e sportiva che ha attraversato due generazioni del calcio italiano.

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