Tra le figure più significative della spiritualità francescana calabrese emerge Sant’Ugolino da Cerisano, religioso vissuto nel XIII secolo e ricordato come uno dei Sette Martiri Francescani del Marocco. La sua vicenda rappresenta una testimonianza di coraggio, fede e dedizione evangelica che continua ancora oggi a essere venerata nella sua terra d’origine, Cerisano, in provincia di Cosenza.
Le origini e la vocazione francescana
Ugolino nacque a Cerisano, piccolo centro delle Serre Cosentine. Attratto dall’ideale di povertà e di evangelizzazione promosso da San Francesco d’Assisi, entrò nell’Ordine dei Frati Minori e si dedicò alla vita religiosa insieme ad altri confratelli provenienti dalla Calabria.
Nel 1227, sotto la guida di Frate Elia, allora responsabile dell’Ordine francescano, Ugolino e altri sei frati furono inviati come missionari nel Nord Africa, con l’obiettivo di annunciare il Vangelo nelle terre musulmane. Il gruppo era composto da Daniele, Angelo e Samuele da Castrovillari, Donnolo di Montalcino, Leone da Corigliano, Nicola di Sassoferrato e Ugolino da Cerisano.
La missione in Marocco
Dopo un periodo trascorso in Spagna, i frati raggiunsero Ceuta, importante città del Marocco. In quel contesto le autorità avevano proibito ogni forma di predicazione cristiana. Nonostante i rischi, i missionari continuarono la loro opera tra i mercanti e successivamente decisero di rivolgersi direttamente alla popolazione locale.
La loro attività attirò l’attenzione delle autorità, che li fecero arrestare e sottoporre a interrogatori. Ai religiosi fu chiesto di rinunciare alla fede cristiana, ma tutti rimasero saldi nelle proprie convinzioni. La fermezza dimostrata da Ugolino e dai suoi compagni divenne un esempio straordinario di fedeltà religiosa.
Il martirio
Il 10 ottobre 1227, dopo aver rifiutato di abiurare il cristianesimo, Ugolino e gli altri sei frati furono condannati a morte e decapitati nei pressi di Ceuta. Il loro sacrificio fu presto ricordato all’interno dell’Ordine francescano come una delle più importanti testimonianze missionarie del Medioevo.
La Chiesa riconobbe ufficialmente il culto dei sette martiri quando Papa Leone X li canonizzò il 22 gennaio 1516. Da allora Sant’Ugolino è venerato insieme ai suoi compagni come esempio di fede incrollabile e di dedizione alla missione evangelica.
Il culto e la memoria
Ancora oggi la figura di Sant’Ugolino occupa un posto speciale nella tradizione religiosa di Cerisano. Nella comunità locale il santo è ricordato come uno dei figli più illustri del paese e come simbolo della profonda spiritualità francescana che ha caratterizzato la storia della Calabria. Opere artistiche e celebrazioni religiose ne mantengono viva la memoria, tramandando alle nuove generazioni il valore della testimonianza cristiana fino al sacrificio della vita.
Sant’Ugolino da Cerisano rappresenta una figura esemplare del cristianesimo medievale. La sua scelta di affrontare il pericolo pur di annunciare il Vangelo e la sua fedeltà fino al martirio fanno di lui un simbolo di coraggio spirituale e di coerenza. A quasi otto secoli dalla sua morte, il suo esempio continua a essere ricordato come una delle pagine più significative della storia religiosa calabrese e francescana.