Lo scorso 15 aprile 2026 si è trasformato in una giornata carica di significato per Angelo Laganà, intrecciando spiritualità, arte e riconoscenza in uno dei luoghi più simbolici della cristianità: la Basilica di Santa Maria Maggiore.
In quella occasione, il musicista calabrese si è recato nella Basilica con un intento preciso e profondamente sentito: consegnare al Cardinale Rolandas Makrickas una busta contenente tutta la documentazione epistolare intercorsa con l Papa Francesco. Un gesto che rappresenta non solo un atto formale, ma anche un tributo personale a una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia contemporanea.
La giornata ha riservato anche un incontro inatteso ma di grande valore: quello con il dottor Roberto Romano, presente accanto a Laganà. Economista di grande esperienza, Romano ha ricoperto ruoli di primo piano all’interno del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, tra cui quello di Capo ufficio nella Direzione dei Musei e dei Beni Culturali e Segretario Generale dei Musei Vaticani. Il suo contributo alla valorizzazione del patrimonio museale vaticano è stato significativo e duraturo.

Il suo legame con la Basilica è stato ulteriormente rafforzato il 31 luglio 2024, quando Papa Francesco lo ha nominato Delegato per l’amministrazione del Capitolo della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. Proprio alla luce di questo incarico, ho ritenuto particolarmente significativo affidare anche a lui la busta contenente i CD con le musiche-inno dedicate al Pontefice: “PAPA FRANCESCO, UNO DI NOI” e “EL PAPA DE HOY”. Un momento che ho vissuto con profonda soddisfazione e autentico orgoglio.
Queste composizioni nascono da un lavoro condiviso con Gianfranco Grottoli e Andrea Grassetti, interpretate dalle voci di Nico Calvano e Alessandro Arena, e accompagnate dalle note della mia fisarmonica. Non sono semplici brani musicali, ma un’espressione artistica di affetto, vicinanza e riconoscenza verso un Papa che è stato percepito da molti come “uno di noi”.

La speranza, coltivata con discrezione ma anche con determinazione, è che un giorno non lontano Papa Francesco possa essere ricordato in una manifestazione a lui dedicata, in cui queste musiche possano risuonare come omaggio collettivo. Una data simbolica potrebbe essere il 21 aprile 2026, primo anniversario della sua scomparsa: un giorno carico di significato, nel quale le parole di Marco Amerio sembrano restituire tutta l’umanità del Pontefice — “Papa Francesco, è come il vicino di casa cui chiedere il sale”.
Un ricordo semplice, diretto, profondamente umano. Proprio come lui.
