La leggenda narra che l’ultimo Maestro dei Templari, Jacques de Molay, si nascose proprio in questo monastero per scampare alla morte che gli sarebbe stata inflitta dal re di Francia.

L’Abbazia di Santa Maria di Corazzo è una suggestiva abbazia in rovina, situata a circa 730 m s.l.m. nella frazione Castagna di Carlopoli. Fu fondata nell’XI secolo dai benedettini la cui regola di vita era basata sulla preghiera ed il lavoro (ora et labora di San Benedetto da Norcia). In seguito il monastero passò all’ordine dei cistercensi, i quali si rifacevano alla regola di San Benedetto, vivendo in semplicità e praticando la vita eremitica. Fu danneggiata dai terremoti del 1638 e del 1783, subendo un progressivo abbandono. Centro di grande influenza spirituale, intellettuale ed economica per tutta la Calabria, l’abbazia possedeva numerosi fondi in varie province e ospitava una ricca biblioteca di manoscritti curata dai monaci. Celebre è la presenza dell’abate Gioacchino da Fiore nel XII secolo. È qui che Gioacchino da Fiore divenne abate e scrisse alcune opere prima di fondare la Congregazione Florense. Nel XVI ci fu pure la presenza del filosofo Bernardino Telesio.

Per l’area del Reventino-Savuto e della Presila catanzarese rappresentò un polo di sviluppo economico e sociale, grazie alle innovazioni agricole e silvopastorali introdotte dai monaci, diventando un volano di crescita per i paesi circostanti.

Ma…, si racconta, un giorno quest’equilibrio venne interrotto dall’arrivo di un personaggio troppo importante per non fare rumore tra le mura dell’abbazia e non avere un’eco che risuonasse nei secoli. Il Maestro dei Templari, Jacques de Molay, si nascose proprio in questo monastero per scampare alla morte che gli sarebbe stata inflitta dal re di Francia.

Ma chi erano i Templari?

I Templari furono dei cavalieri e fecero parte dell’ordine religioso-militare creato a Gerusalemme nel 1119 per proteggere la Città Santa e i pellegrini che vi si recavano a visitarla. Indossavano un mantello bianco con una croce rossa e potevano essere sia laici che sacerdoti. Molto rapidamente si diffusero in tutta Europa e acquistarono sempre più importanza. Ormai ricchi e potenti, arrivarono a prestare denaro a gente comune e, addirittura, a principi. La loro influenza non fu vista di buon occhio tanto che, nel 1314, Filippo IV detto il Bello, re di Francia, istituì un grande processo nel quale fece condannare al rogo proprio il Grande Maestro Jacques de Molay. Qualcuno racconta però che il Maestro non fu bruciato a Parigi ma trovò la salvezza per essersi nascosto nell’abbazia di Carlopoli.

Parte delle opere che erano all’interno dell’abbazia si possono vedere in alcune chiese di Castagna (CZ), Cicala (CZ), Decollatura (CZ), Scigliano (CS) e Soveria Mannelli (CZ).

Per chi adora passeggiare nella natura, è imperdibile l’appuntamento con le “Camminate Gioachimite”. Si tratta di un percorso a piedi, lungo 60 Km, che ripercorre le tappe e i luoghi più importanti della vita di Gioacchino da Fiore, un teologo e scrittore che visse nel XII secolo. Nel 2017 si è giunti alla terza edizione dell’incontro che fino ad ora ha raccolto tanta gente, a caccia di avventure all’aria aperta o alla ricerca di spiritualità, immersa nella pace della Sila. Lungo il sentiero si passerà per Celico (CS), il luogo di nascita di Gioacchino Da Fiore, e per Carlopoli (CZ), dove egli fu Abate dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo. Altre tappe significative sono Jure Vetere, che dista pochi chilometri da San Giovanni in Fiore (CS), la località dove Giacchino fondò la sua prima abbazia, distrutta a causa di un incendio, e San Giovanni in Fiore, dove i seguaci di Gioacchino fondarono l’Abbazia Florense. Non si può dimenticare il luogo dove Gioacchino si spense il 30 marzo 1202, San Martino di Giove in Canale, località di Pietrafitta (CS). Ma se la storia di Gioacchino da Fiore vi sembra così lontana negli anni, vi stupirete ancor di più nel sapere che nei pressi dell’abbazia, sono stati rinvenuti reperti archeologici dell’età del rame (III millennio a.C.). Carlopoli è il luogo ideale per i piccoli Indiana Jones che hanno voglia di esplorare.

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