Si narra che in antichità il fiume Ancinale si chiamasse Ekinar (termine che si riferisce alle sue acque rapide) con i greci e con i romani, Caicinos/Kaikinos/Caecinus/Cecinus/Cecino. Su questo non vi è alcuna certezza, anzi tra gli studiosi moderni pare che il fiume con questo nome antico sia collocato nei pressi di Palizzi (RC). La forma scritta Ancinale compare stabilmente nei censimenti e mappe dal XVII secolo in poi ed il termine si riferisce all’andamento curvo, tortuoso del fiume.
Il Fiume Ancinale ha origine dal Monte Pecoraro, lambisce Serra San Bruno, Spadola, Brognaturo, Simbario, Cardinale, Chiaravalle Centrale, Satriano e sfocia nel Mar Ionio a Satriano.
Nel libro “Croniche et Antichita di Calabria” dell’umanista Marafioti (1500/1600), si cita quanto segue. Il militare spartano, Pausania (400 a.C.), afferma che morì nel fiume Cecinus il pugile greco antico Eutimo (secondo una leggenda di Pausania, Eutimo è figlio del Cecinus). Plinio, scrittore e filosofo romano (79 d.C.), elenca questo fiume tra quelli navigabili. Tucitide, storico ateniese del 400 a.C., racconta che gli ateniesi furono assaliti dai locresi presso questo fiume. Una leggenda narra inoltre, che il citarista locrese Eunomo fu risucchiato dalle acque del fiume Cecinus e quindi esso divenne la sua dimora.